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Birrificio Angelo Poretti punta a luppolo Made in Italy

Alfiere della biodiversità, Birrificio Angelo Poretti ha appena completato l’estensione dell’utilizzo del luppolo italiano a tutta la sua gamma di birre e punta deciso ad accrescere ulteriormente l’utilizzo di materie prime a forte connotazione territoriale. In particolare, in linea con quanto previsto dal progetto di ricerca nazionale Lob.it (Luppolo, orzo, birra Made in Italy) e auspicato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) oltre che dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), l’azienda di Induno Olona (Varese), controllata da parte del gruppo birrario danese Carlsberg, a partire dal 2018 ha consolidato anno dopo anno la sua collaborazione con l’impresa modenese Italian Hops Company (Ihc), specializzata dal 2014 nella coltivazione di luppolo autoctono, fino a farne un elemento strategico per lo sviluppo di una filiera brassicola italiana al 100%.

Il piano di crescita del birrificio si declina, oltre che nella valorizzazione della biodiversità, nel rispetto dell’ambiente e delle persone: taglio delle emissioni specifiche di CO2 (tra il 2022 e il 2015 sono diminuite del 44,4%), riduzione del consumo di acqua (tra il 2022 e il 2015 è diminuito del 37,2%), ‘gender equality’ (50% del board costituito da donne che rappresentano oltre il 30% della popolazione aziendale) e condivisione del valore (tra il 2022 e il 2021 i posti di lavoro indiretti generati dall’azienda sono cresciuti del 67%). Senza mai trascurare l’innovazione tecnologica, ambito nel quale spicca il sistema di spillatura proprietario DraughtMaster, con fusti in pet e senza aggiunta di anidride carbonica.

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